Remo Cazzolli e il suo Re.2001: il relitto torna a raccontare la storia

Il 15 settembre 2026 il Malta Aviation Museum di Ta’ Qali ha inaugurato una nuova esposizione dedicata a Remo Cazzolli e al suo Reggiane Re.2001 “Falco II”, abbattuto nei cieli di Malta il 18 maggio 1942. 
Per il Gruppo di Interesse Speciale della Regia Aeronautica di Modelismo Più (di cui sono moderatore), si tratta di una notizia particolarmente significativa, perché il velivolo del pilota trentino fu uno dei 15 modelli dello Speciale Gli Uomini della Regia Aeronautica e ora il modello è stato donato al museo per accompagnare l’esposizione del relitto.
Ringrazio i curatori del Museo e in particolare il Direttore Ray Polidano e il Responsabile PR e Comunicazione Nino Orto per aver condiviso il Comunicato Stampa e autorizzato la pubblicazione delle immagini di questo articolo.

Una vicenda umana oltre il relitto

La mostra, intitolata “Remo Cazzolli and the Reggiane Re.2001: The Pilot, The Wreck, The Legacy”, pone al centro i resti recuperati del Re.2001, rimasti sepolti per oltre ottant’anni. Non si tratta soltanto di un reperto aeronautico: quei frammenti riconducono direttamente a uno dei momenti più drammatici della guerra aerea sul Mediterraneo, quando Malta era teatro di combattimenti durissimi tra la Regia Aeronautica e la Royal Air Force.

Remo Cazzolli nacque a Pinzolo, in provincia di Trento, nel 1914. Appassionato di volo fin da giovane, frequentò la Scuola Militare per allievi piloti di Foligno, dove si addestrò sul Caproni Ca.100, e successivamente la Scuola Caccia di Ghedi. Dopo un periodo di servizio in Libia come pilota di ricognitori, durante il conflitto fu impiegato sul Re.2001 nelle missioni di scorta sul fronte maltese. Il 18 maggio 1942, durante un combattimento contro gli Spitfire britannici, il suo Re.2001 venne abbattuto. Cazzolli sopravvisse all’impatto, pur riportando gravi ferite, e fu catturato dagli inglesi. La guerra per lui proseguì nella prigionia, inizialmente in Scozia; dopo un tentativo di fuga fu rimpatriato nell’aprile 1943. Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare, concluse in seguito la carriera con il grado di colonnello. Nel 1973 gli venne conferita l’onorificenza di Pioniere dell’aeronautica per aver progettato e costruito un aliante. Remo si spense a Trento il 13 marzo 2001.

Un ponte tra Italia e Malta

La nuova esposizione maltese invita a guardare alla storia senza retorica, attraverso il destino di un uomo, del suo aeroplano e delle persone coinvolte in entrambi i fronti del conflitto. Il museo stesso dichiara di voler onorare le vite travolte dalla guerra e di proporre una riflessione sui legami storici che oggi uniscono popoli allora avversari.

L’aereo pilotato da Cazzolli era identificato dal codice di fusoliera 152-1 e presentava una caratteristica personale di particolare interesse: lo stemma di Trento dipinto sul lato sinistro del cofano motore. Una fotografia dell’epoca lo ritrae appoggiato all’ala sinistra del suo caccia, rendendo possibile associare con certezza l’uomo, il velivolo e le sue insegne personali.

Il relitto oggi esposto a Ta’ Qali rappresenta quindi una testimonianza materiale eccezionale: non un generico Re.2001, ma ciò che rimane proprio dell’aereo con cui Remo Cazzolli affrontò la sua ultima missione su Malta. Il direttore del Malta Aviation Museum, Ray Polidano, ha sottolineato che i resti non sono semplicemente un manufatto storico, ma un collegamento diretto con le battaglie aeree del 1942 e con una vicenda di sopravvivenza che rischiava di essere dimenticata.

Un pezzo di Modellismo Più nel Museo dell'Aviazione di Malta

Nello Speciale 2019 Gli Uomini della Regia Aeronautica, avevo realizzato il Reggiane Re.2001 “Falco” di Remo Cazzolli in scala 1:72 utilizzando il kit Sword dedicato proprio al 70° anniversario della battaglia su Malta. Come tutti i modelli partecipanti all'iniziativa, la riproduzione era accompagnata dalla biografia del pilota e dall’attenzione ai dettagli che distinguevano il suo velivolo, a cominciare dal codice 152-1 e dallo stemma trentino.
Quando sono stato contattato dai reponsabili del Museo, ho pensato che per la comunità di Modellismo Più e in particolar modo per gli amici del G.I.S. Regia Aeronautica potesse essere motivo di orgoglio sapere che il Re.2001 di Remo Cazzolli costruito per lo Speciale Gli Uomini della Regia Aeronautica fosse stato richiesto per far parte di questo percorso espositivo. È un piccolo modello a cui è stata assegnata la responsabilità di completare e rendere nuovamente visibile la storia dell’aereo abbattuto nei cieli di Malta, del suo pilota e di una memoria che, grazie al recupero del relitto e al lavoro del museo, torna oggi a essere condivisa.
Per questo motivo, non ho esitato a decidere di donare il modello al Malta Aviation Museum, dove è stato collocato accanto ai resti autentici dell’aereo con il ruolo di permettere ai visitatori di comprendere l’aspetto completo del Re.2001 e di mettere in relazione le strutture superstiti con la forma, i colori e le insegne dell’aereo in servizio operativo.

Ritengo che questo sia un risultato che dà pieno significato allo spirito del nostro Speciale: il modellismo non come esercizio isolato di riproduzione, ma come strumento per ricordare persone reali, ricostruire storie individuali e rendere leggibili i documenti materiali della storia aeronautica. Infatti, lo Speciale era nato proprio per dedicare modelli e note biografiche agli uomini che, indipendentemente dalla notorietà, operarono nei reparti della Regia Aeronautica e affrontarono il rischio della guerra in prima persona. 

Un ricordo e un ringraziamento vanno a Fabio d'Inzeo, che aveva sostenuto e molto gradito l'iniziativa, dedicandole un'apposita stanza del forum.

Me.109 tratto da Guerra d'Eroi n.550


 Dati Kit
ModelloBf-109
Produttore, scala
  
Airfix, scala 1/72
  
 Cenni storici
SoggettoMesserschmitt Me 109 come rappresentato nel fumetto edito in Italia nel 1976
Forza, livreaLuftwaffe seconda guerra mondiale
Luogo e periodoEuropa WWII
Cenni storici
Il Messerschmitt Bf 109 fu un aereo da caccia monomotore, monoplano ad ala bassa progettato negli anni trenta dall'ing. Willy Messerschmitt, per conto dell'azienda aeronautica tedesca Bayerische Flugzeugwerke AG e prodotto, oltre che dalla stessa, anche dalla Messerschmitt AG che gli successe. È forse il più noto caccia tedesco della Seconda guerra mondiale e uno degli aerei da combattimento più costruiti nella storia, con oltre 33.000 esemplari dal 1936 al 1945. Originariamente concepito come intercettore, si rivelò adattabile e versatile tanto da essere impiegato come cacciabombardiere, caccia notturno, ricognitore, aereo cacciacarri, ecc. 
La sigla Me109 utilizzata nel fumetto oggetto di questo WIP era stato assegnato dal Ministero dell'Aeronautica in ragione del fatto che dal luglio 1938 la Bayerische Flugzeugwerke (Bf) venne rinominata Messerschmitt AG (Me). Nella realtà, tutti i velivoli progettati prima del 1938 erano denominati ufficialmente "Bf".
Con questo progetto vorrei provare a riprodurre in 3D un disegno tratto da un episodio della collana "Guerra d'Eroi", edita in italiano negli anni '70 dall'Editoriale Corno.

 Realizzazione
ProduzioneRealizzato da scatola, con modifiche per adeguare il kit al disegno
ColorazioneBase sepia ad aerografo e nero a pennarello
TempisticheDicembre 2025 - Settembre 2026
Ambientazione
  
  
 Note
Il modello ha partecipato alla Campagna "Airfix" 2026 di Modellismo Più.
  
 Foto del soggetto originale




 W.I.P. - La costruzione del modello

Il kit che utilizzerò per realizzare questa "impresa" è lo storico Airfix 01072, il cui stampo risale addirittura al 1956. Per questo motivo, la qualità non sarà eccelsa, ma mi sembra ideale per il tipo di interpretazione che intendo dargli.


Innanzitutto, consiglio gli amici "contarivetten" di ignorare questo WIP, perché quello che mi accingo a riprodurre non sarà ovviamente un soggetto storicamente ineccepibile. Questo semplicemente perché nemmeno i disegni e le denominazioni nel fumetto lo erano. Basti citare che in un altro episodio sono citati i "nuovissimi Messerschmitts 190, più veloci degli stessi Focke-Wulfs".
L'esemplare raffigurato nel fumetto non è certamente un G come quello del mio kit. La coda sembra effettivamente quella di un G, ma i piani orizzontali mostrano un travetto di rinforzo che era già stato eliminato dopo la versione E. Anche la forma del muso assomiglia a un G6, ma mancano le tipiche bugne. Quindi, tutto sommato mi sembra opportuno partire con questo G, eliminando le bugne laterali e aggiungendo i travetti dei piani orizzontali.
Nel momento di mettere mano alla plastica, ho scoperto che non il tempo è diventata particolarmente vetrosa. Per intenderci, sembra quasi di lavorare con la resina. Comunque la prima operazione dopo aver staccato i pochi pezzi dalle stampate è stata l'eliminazione delle grosse bugne sul cofano. Se con la semi-fusoliera destra non ho avuto problemi e sono arrivato al limite dello spessore, non è andata altrettanto bene con il lato sinistro, dove un ritiro della plastica all'interno della bugna ha fatto sì che arrivassi a forare la fusoliera. Quindi non mi resta che iniziare subito con lo stucco.


Il figurino offerto dal kit è decisamente sottodimensionato (il primo a sinistra), considerando che le dimensioni dell'abitacolo del Bf.109 erano veramente contenute. Posizionandolo sul sedile la testa si vede sbucare a stento. Tra quelli disponibili nella banca dei pezzi ho scelto il secondo da sinistra, che è più alto ma non troppo largo.


Dalla foto del modello con le ali incollate, che avevo fatto per vedere se il figurino del pilota ha una proporzione corretta nell'abitacolo, mi sono saltate all'occhio due bugne sule ali che nella versione fantasiosa del fumetto non ci sono.
Quindi le ho eliminate (foto di sinistra). 
Il passaggio successivo è stato la stuccatura di alcune giunzioni che non mi convincevano e l'aggiunta della presa d'aria sulla sinistra del motore.


Dopo altre stuccature e l'aggiunta di elica, ogiva e travetti di rinforzo dei piani di coda, ho dato il primer.


Dopo aver sistemato il pilota e mascherato opportunamente il canopy, ho realizzato un miscuglio di color sabbia e grigio per cercare di ottenere il colore "carta ingiallita dal tempo" che mi serve per questo soggetto fumettistico.



Vista la caratteristica "fumettosa" del modello, avevo dapprima pensato di non utilizzare le decal. Tuttavia, guardando bene la stampa, l'insegna della Luftwaffe è stata disegnata in modo preciso e questo mi ha convinto a utilizzare almeno quelle decal ... salvo poi pentirmi!
Sebbene sia abituato a rifilare sempre le decal, in modo che non sia visibile lo scalino di abbondanza del supporto, in questo caso mi sono ritrovato a fare un lavoro delicatissimo, perché le croci dell'insegna hanno una parte bianca che va eliminata e quindi mi sono ritrovato a ritagliare 24 "L" nere dello spessore di un paio di decimi di millimetro (siamo in 1:72).
Quelle che si vedono nella foto, sono quelle che ho chiamato "L", ma con ancora la parte bianca attaccata. Dopo la foto ho rifilato la parte nera per poi applicare e righine da 0,2mm che immancabilmente si spezzavano in 2 o 3 pezzi.
Dopo una sudata di un paio d'ore, ho ottenuto il minimo del risultato che mi ero prefissato e le croci alari mi serviranno come punti di riferimento per la colorazione del modello.


Come avevo premesso nella presentazione, con questo progetto vorrei provare a riprodurre in 3D un disegno tratto da un episodio della collana "Guerra d'Eroi", edita in italiano negli anni '70 dall'Editoriale Corno. Quindi la livrea di base è un color seppia chiaro che richiami la carta ingiallita dal tempo. Per questo ho scelto un mix i due Vallejo, che poi saranno opacizzati, come lo erano le pagine della pubblicazione. 
Per quanto riguarda l'aspetto grafico del fumetto, ho acquistato a pochi euro all'Action dei pennarelli neri di varie misure. Per chi dovesse cimentarsi in un'impresa simile, è bene sapere che sono indicati come indelebili, ma asciugano dopo diverse ore (forse). 


A causa del comportamento dei pennarelli, la realizzazione della grafica è stata lunga e tempestosa, in quanto ho dovuto procedere per settori, in modo da avere sempre a disposizione una zona asciutta per tenere il modello. Alla fine di ogni settore ho passato il trasparente opaco rigorosamente ad aerografo, altrimenti con il pennello si scioglie tutto il nero. Durante il disegno manuale ho maledetto il fatto che sono tantissimi anni che lavoro nella grafica digitale, il che mi ha fatto perdere la mano che avevo una volta. Il risultato è quello che è, ma dopotutto lo scopo è copiare il disegno del fumetto e quindi me lo faccio andare bene.



Visto che l'obiettivo è rievocare il ricordo delle letture giovanili dei fumetti degli anni '70, la corretta ambientazione del modello è un aspetto fondamentale. Nell'idea che coltivo da anni mi immaginavo il caccia uscire dalla pagina del volumetto, che nelle mie edizioni proponeva diversi racconti di ambiti diversi (terra, mare e cielo).

Sono partito da un pezzo di polistirolo ad alta densità da 3 cm (il materiale che si usa per l'isolamento edilizio) e lo ho ritagliato in modo che si potesse comporre con una base e una superficie verticale. Sulla base ho stampato la copertina del numero 550 di Guerra d'Eroi con la didascalia del modello. Poi ho stampato la vignetta da incollare sulla parete verticale.
All'inizio ho dipinto il grosso bordo di nero, ma i 3 cm erano veramente pesanti e quindi ho pensato di fotografare anche le il bordo del libretto e di attaccare anche quello, per simulare le pagine. Il risultato è questo...

Dato che l'idea iniziale era di far uscire il caccia dalla pagina del volumetto, il modo più appropriato per ottenere il risultato penso sia "incastonare" il modellino nella pagina stessa.
Per l'ambientazione ho scelto il polistirolo ad alta densità per la facilità di dargli la forma desiderata, ma soprattutto per il fatto che è possibile forarlo senza difficoltà. Infatti non ho incontrato alcun problema nel praticare la fessura, tagliando il cartoncino esterno e poi il materiale sottostante.
Trovare la giusta posizione non è stato banale, perché volevo mantenere l'inclinazione del soggetto nel disegno, ma senza nascondere troppo la vignetta o rovinarne la lettura. Grazie all'incisione in corrispondenza del raccordo alare, credo di aver trovato un buon compromesso tra l'assetto del velivolo e la sua ambientazione.
Di seguito alcune viste del dioramino finale.



Alla fine del WIP sono contento di aver ridato vita a un vecchio stampo del '56 e soprattutto di aver rievocato a me e a tanti amici dei ricordi di gioventù.


© Michele Raus | Club Modellismo Più Trentino