Remo Cazzolli e il suo Re.2001: il relitto torna a raccontare la storia

Il 15 settembre 2026 il Malta Aviation Museum di Ta’ Qali ha inaugurato una nuova esposizione dedicata a Remo Cazzolli e al suo Reggiane Re.2001 “Falco II”, abbattuto nei cieli di Malta il 18 maggio 1942. 
Per il Gruppo di Interesse Speciale della Regia Aeronautica di Modelismo Più (di cui sono moderatore), si tratta di una notizia particolarmente significativa, perché il velivolo del pilota trentino fu uno dei 15 modelli dello Speciale Gli Uomini della Regia Aeronautica e ora il modello è stato donato al museo per accompagnare l’esposizione del relitto.
Ringrazio i curatori del Museo e in particolare il Direttore Ray Polidano e il Responsabile PR e Comunicazione Nino Orto per aver condiviso il Comunicato Stampa e autorizzato la pubblicazione delle immagini di questo articolo.

Una vicenda umana oltre il relitto

La mostra, intitolata “Remo Cazzolli and the Reggiane Re.2001: The Pilot, The Wreck, The Legacy”, pone al centro i resti recuperati del Re.2001, rimasti sepolti per oltre ottant’anni. Non si tratta soltanto di un reperto aeronautico: quei frammenti riconducono direttamente a uno dei momenti più drammatici della guerra aerea sul Mediterraneo, quando Malta era teatro di combattimenti durissimi tra la Regia Aeronautica e la Royal Air Force.

Remo Cazzolli nacque a Pinzolo, in provincia di Trento, nel 1914. Appassionato di volo fin da giovane, frequentò la Scuola Militare per allievi piloti di Foligno, dove si addestrò sul Caproni Ca.100, e successivamente la Scuola Caccia di Ghedi. Dopo un periodo di servizio in Libia come pilota di ricognitori, durante il conflitto fu impiegato sul Re.2001 nelle missioni di scorta sul fronte maltese. Il 18 maggio 1942, durante un combattimento contro gli Spitfire britannici, il suo Re.2001 venne abbattuto. Cazzolli sopravvisse all’impatto, pur riportando gravi ferite, e fu catturato dagli inglesi. La guerra per lui proseguì nella prigionia, inizialmente in Scozia; dopo un tentativo di fuga fu rimpatriato nell’aprile 1943. Decorato con la Medaglia d’Argento al Valor Militare, concluse in seguito la carriera con il grado di colonnello. Nel 1973 gli venne conferita l’onorificenza di Pioniere dell’aeronautica per aver progettato e costruito un aliante. Remo si spense a Trento il 13 marzo 2001.

Un ponte tra Italia e Malta

La nuova esposizione maltese invita a guardare alla storia senza retorica, attraverso il destino di un uomo, del suo aeroplano e delle persone coinvolte in entrambi i fronti del conflitto. Il museo stesso dichiara di voler onorare le vite travolte dalla guerra e di proporre una riflessione sui legami storici che oggi uniscono popoli allora avversari.

L’aereo pilotato da Cazzolli era identificato dal codice di fusoliera 152-1 e presentava una caratteristica personale di particolare interesse: lo stemma di Trento dipinto sul lato sinistro del cofano motore. Una fotografia dell’epoca lo ritrae appoggiato all’ala sinistra del suo caccia, rendendo possibile associare con certezza l’uomo, il velivolo e le sue insegne personali.

Il relitto oggi esposto a Ta’ Qali rappresenta quindi una testimonianza materiale eccezionale: non un generico Re.2001, ma ciò che rimane proprio dell’aereo con cui Remo Cazzolli affrontò la sua ultima missione su Malta. Il direttore del Malta Aviation Museum, Ray Polidano, ha sottolineato che i resti non sono semplicemente un manufatto storico, ma un collegamento diretto con le battaglie aeree del 1942 e con una vicenda di sopravvivenza che rischiava di essere dimenticata.

Un pezzo di Modellismo Più nel Museo dell'Aviazione di Malta

Nello Speciale 2019 Gli Uomini della Regia Aeronautica, avevo realizzato il Reggiane Re.2001 “Falco” di Remo Cazzolli in scala 1:72 utilizzando il kit Sword dedicato proprio al 70° anniversario della battaglia su Malta. Come tutti i modelli partecipanti all'iniziativa, la riproduzione era accompagnata dalla biografia del pilota e dall’attenzione ai dettagli che distinguevano il suo velivolo, a cominciare dal codice 152-1 e dallo stemma trentino.
Quando sono stato contattato dai reponsabili del Museo, ho pensato che per la comunità di Modellismo Più e in particolar modo per gli amici del G.I.S. Regia Aeronautica potesse essere motivo di orgoglio sapere che il Re.2001 di Remo Cazzolli costruito per lo Speciale Gli Uomini della Regia Aeronautica fosse stato richiesto per far parte di questo percorso espositivo. È un piccolo modello a cui è stata assegnata la responsabilità di completare e rendere nuovamente visibile la storia dell’aereo abbattuto nei cieli di Malta, del suo pilota e di una memoria che, grazie al recupero del relitto e al lavoro del museo, torna oggi a essere condivisa.
Per questo motivo, non ho esitato a decidere di donare il modello al Malta Aviation Museum, dove è stato collocato accanto ai resti autentici dell’aereo con il ruolo di permettere ai visitatori di comprendere l’aspetto completo del Re.2001 e di mettere in relazione le strutture superstiti con la forma, i colori e le insegne dell’aereo in servizio operativo.

Ritengo che questo sia un risultato che dà pieno significato allo spirito del nostro Speciale: il modellismo non come esercizio isolato di riproduzione, ma come strumento per ricordare persone reali, ricostruire storie individuali e rendere leggibili i documenti materiali della storia aeronautica. Infatti, lo Speciale era nato proprio per dedicare modelli e note biografiche agli uomini che, indipendentemente dalla notorietà, operarono nei reparti della Regia Aeronautica e affrontarono il rischio della guerra in prima persona. 

Un ricordo e un ringraziamento vanno a Fabio d'Inzeo, che aveva sostenuto e molto gradito l'iniziativa, dedicandole un'apposita stanza del forum.

Me.109 tratto da Guerra d'Eroi n.550


 Dati Kit
ModelloBf109
Produttore, scala
  
Airfix, scala 1/72
  
 Cenni storici
SoggettoMesserschmitt Me 109 come rappresentato nel fumetto edito in Italia nel 1976
Forza, livreaLuftwaffe seconda guerra mondiale
Luogo e periodoEuropa WWII
Cenni storici
Il Messerschmitt Bf 109 fu un aereo da caccia monomotore, monoplano ad ala bassa progettato negli anni trenta dall'ing. Willy Messerschmitt, per conto dell'azienda aeronautica tedesca Bayerische Flugzeugwerke AG e prodotto, oltre che dalla stessa, anche dalla Messerschmitt AG che gli successe. È forse il più noto caccia tedesco della seconda guerra mondiale e uno degli aerei da combattimento più costruiti nella storia, con oltre 33.000 esemplari dal 1936 al 1945. Originariamente concepito come intercettore, si rivelò adattabile e versatile tanto da essere impiegato come cacciabombardiere, caccia notturno, ricognitore, aereo cacciacarri, ecc. 
La sigla Me109 utilizzata nel fumetto oggetto di questo WIP era stato assegnato dal Ministero dell'Aeronautia in ragione del fatto che dal luglio 1938 la Bayerische Flugzeugwerke (Bf) venne rinominata Messerschmitt AG (Me). Nella realtà, tutti i velivoli progettati prima del 1938 erano denominati ufficialmente "Bf".
Con questo progetto vorrei provare a riprodurre in 3D un disegno tratto da un episodio della collana "Guerra d'Eroi", edita in italiano negli anni '70 dall'Editoriale Corno.

 Realizzazione
ProduzioneRealizzato da scatola
ColorazioneBase sepia ad aerografo e nero a pennarello
TempisticheDicembre 2025 - Settembre 2026
Ambientazione
  
  
 Note
Il modello ha partecipato alla Campagna "Airfix" 2026 di Modellismo Più.
  
 Foto del soggetto originale




 W.I.P. - La costruzione del modello

Il kit che utilizzerò per realizzare questa "impresa" è lo storico Airfix 01072, il cui stampo risale addirittura al 1956. Per questo motivo, la qualità non sarà eccelsa, ma mi sembra ideale per il tipo di interpretazione che intendo dargli.


Innanzitutto, consiglio gli amici "contarivetten" di ignorare questo WIP, perché quello che mi accingo a riprodurre non sarà ovviamente un soggetto storicamente ineccepibile. Questo semplicemente perché nemmeno i disegni e le denominazioni nel fumetto lo erano. Basti citare che in un altro episodio sono citati i "nuovissimi  Messerschmitts 190, più veloci degli stessi Focke-Wulfs".
L'esemplare raffigurato nel fumetto non è certamente un G come quello del mio kit. La coda sembra effettivamente quella di un G, ma i piani orizzontali mostrano un travetto di rinforzo che era già stato eliminato dopo la versione E. Anche la forma del muso assomiglia a un G6, ma mancano le tipiche bugne. Quindi, tutto sommato mi sembra opportuno partire con questo G, eliminando le bugne laterali e aggiungendo i travetti dei piani orizzontali.
Nel momento di mettere mano alla plastica, ho scoperto che non il tempo è diventata particolarmente vetrosa. Per intenderci, sembra quasi di lavorare con la resina. Comunque la prima operazione dopo aver staccato i pochi pezzi dalle stampate è stata l'eliminazione delle grosse bugne sul cofano. Se con la semi-fusoliera destra non ho avuto problemi e sono arrivato al limite dello spessore, non è andata altrettanto bene con il lato sinistro, dove un ritiro della plastica all'interno della bugna ha fatto sì che arrivassi a forare la fusoliera. Quindi non mi resta che iniziare subito con lo stucco.


Il figurino offerto dal kit è decisamente sottodimensionato (il primo a sinistra), considerando che le dimensioni dell'abitacolo del Bf.109 erano veramente contenute. Posizionandolo sul sedile la testa si vede sbucare a stento. Tra quelli disponibili nella banca dei pezzi ho scelto il secondo da sinistra, che è più alto ma non troppo largo.


Dalla foto del modello con le ali incollate, che avevo fatto per vedere se il figurino del pilota ha una proporzione corretta nell'abitacolo, mi sono saltate all'occhio due bugne sule ali che nella versione fantasiosa del fumetto non ci sono.
Quindi le ho eliminate (foto di sinistra). 
Il passaggio successivo è stato la stuccatura di alcune giunzioni che non mi convincevano e l'aggiunta della presa d'aria sulla sinistra del motore.


Dopo altre stuccature e l'aggiunta di elica, ogiva e travetti di rinforzo dei piani di coda, ho dato il primer.


Dopo aver sistemato il pilota e mascherato opportunamente il canopy, ho realizzato un miscuglio di color sabbia e grigio per cercare di ottenere il colore "carta ingiallita dal tempo" che mi serve per questo soggetto fumettistico.



Vista la caratteristica "fumettosa" del modello, avevo dapprima pensato di non utilizzare le decal. Tuttavia, guardando bene la stampa, l'insegna della Luftwaffe è stata disegnata in modo preciso e questo mi ha convinto a utilizzare almeno quelle decal ... salvo poi pentirmi!
Sebbene sia abituato a rifilare sempre le decal, in modo che non sia visibile lo scalino di abbondanza del supporto, in questo caso mi sono ritrovato a fare un lavoro delicatissimo, perché le croci dell'insegna hanno una parte bianca che va eliminata e quindi mi sono ritrovato a ritagliare 24 "L" nere dello spessode di un paio di decimi di millimetro (siamo in 1:72).
Quelle che si vedono nella foto, sono quelle che ho chiamato "L", ma con ancora la parte bianca attaccata. Dopo la foto ho rifiiato la parte nera per poi applicare e righine da 0,2mm che immancabilmente si spezzavano in 2 o 3 pezzi.
Dopo una sudata di un paio d'ore, ho ottenuto il minimo del risultato che mi ero prefissato e le croci alari mi serviranno come punti di riferimento per la colorazione del modello.


Come avevo premesso nella presentazione, con questo progetto vorrei provare a riprodurre in 3D un disegno tratto da un episodio della collana "Guerra d'Eroi", edita in italiano negli anni '70 dall'Editoriale Corno. Quindi la livrea di base è un color seppia chiaro che richiami la carta ingiallita dal tempo. Per questo ho scelto un mix i due Vallejo, che poi saranno opacizzati, come lo reano le pagine della pubblicazione. 
Per quanto riguarda l'aspetto grafico del fumetto, ho acquistato a pochi euro all'Action dei pennarelli neri di varie misure. Per chi dovesse cimentarsi in un'impresa simile, è bene sapere che sono indicati come indelebili, ma asciugano dopo diverse ore (forse). 


A causa del comportamento dei pennarelli, la realizzazione della grafica è stata lunga e tempestosa, in quanto ho dovuto procedere per settori, in modo da avere sempre a disposizione una zona asciutta per tenere il modello. Alla fine di ogni settore ho passato il trasparente opaco rigorosamente ad aerografo, altrimenti con il pennello si scioglie tutto il nero. Durante il disegno manuale ho maledetto il fatto che sono tantissimi anni che lavoro nella grafica digitale, il che mi ha fatto perdere la mano che avevo una volta. Il risultato è quello che è, ma dopotutto lo scopo è copiare il disegno del fumetto e quindi me lo faccio andare bene.



Visto che l'obiettivo è rievocare il ricordo delle letture giovanili dei fumetti degli anni '70, la corretta ambientazione del modello è un aspetto fondamentale. Nell'idea che coltivo da anni mi immaginavo il caccia uscire dalla pagina del volumetto, che nelle mie edizioni proponeva diversi racconti di ambiti diversi (terra, mare e cielo).

Sono partito da un pezzo di polistirolo ad alta densità da 3 cm (il materiale che si usa per l'isolamento edilizio) e lo ho ritagliato in modo che si potesse comporre con una base e una superficie verticale. Sulla base ho stampato la copertina del numero 550 di Guerra d'Eroi con la didascalia del modello. Poi ho stampato la vignetta da incollare sulla parete verticale.
All'inizio ho dipinto il grosso bordo di nero, ma i 3 cm erano veramente pesanti e quindi ho pensato di fotografare anche le il bordo del libretto e di attaccare anche quello, per simulare le pagine. Il risultato è questo...

Dato che l'idea iniziale era di far uscire il caccia dalla pagina del volumetto, il modo più appropriato per ottenere il risultato penso sia "incastonare" il modellino nella pagina stessa.
Per l'ambientazione ho scelto il polistirolo ad alta densità per la facilità di dargli la forma desiderata, ma soprattutto per il fatto che è possibile forarlo senza difficoltà. Infatti non ho incontrato alcun problema nel praticare la fessura, tagliando il cartoncino esterno e poi il materiale sottostante.
Trovare la giusta posizione non è stato banale, perché volevo mantenere l'inclinazione del soggetto nel disegno, ma senza nascondere troppo la vignetta o rovinarne la lettura. Grazie all'incisione in corrispondenza del raccordo alare, credo di aver trovato un buon compromesso tra l'assetto del velivolo e la sua ambientazione.
Di seguito alcune viste del dioramino finale.



Alla fine del WIP sono contento di aver ridato vita a un vecchio stampo del '56 e soprattutto di aver rievocato a me e a tanti amici dei ricordi di gioventù.


© Michele Raus | Club Modellismo Più Trentino

Fi.156D "Storch" Trasporto sanitario



 Dati Kit
ModelloFi.156 Storch
Produttore, scala
  
Academy, scala 1/72
  
 Cenni storici
SoggettoD-EMAW
Forza, livreaCroce rossa, servizio trasporto sanitario
Luogo e periodoTeatro del Mediterraneo,1941
Cenni storici
Il Fieseler Fi 156 "Storch" (Cicogna) era un monomotore da appoggio, soccorso, salvataggio, collegamento e osservazione ad ala alta, prodotto dalla Gerhard-Fieseler-Werke GmbH tra gli anni trenta e quaranta. Fu utilizzato principalmente dalla Luftwaffe e dalla Wehrmacht durante la seconda guerra mondiale. Il progetto è del 1935 in risposta alla richiesta di un velivolo con spiccate doti STOL (Short Take-Off and Landing) ed entrò in produzione dal 1937 raggiungendo i 2.900 esemplari. L'aereo era spinto da un motore a 8 cilindri a V invertita e poteva decollare in soli 50 metri e atterrare in 20, grazie ai suoi ipersostentatori situati sul bordo d'attacco alare e a quelli a fessura sul bordo d'uscita, tecnica che gli consentiva una velocità di stallo di soli 50 Km/h.
Non essendo attratto dalle imprese belliche tedesche del secondo conflitto mondiale, ma volendo partecipare alla Campagna Blitzkrieg di Modellismo Più, ho deciso di scegliere un soggetto disarmato adibito al servizio di trasporto sanitario.

 Realizzazione
ProduzioneRealizzato da scatola
ColorazioneAerografo e basetta autocostruita
TempisticheDicembre 2025 - 
Ambientazione
  
  
 Note
Il modello partecipa alla Campagna "Blitzkrieg" 2026 di Modellismo Più.
  
 Foto del soggetto originale




 W.I.P. - La costruzione del modello

Il kit che utilizzerò per realizzare questa aeroambulanza è l'Academy 2212 del 1998, kit da cui ho già realizzato la piccola Kubelwagen nel lontanto 2010.


Le stampate si presentano molto pulite e la plastica sembra di una consistenza ottimale. Nel foglio decal mancano quelle già applicate anni fa sulla piccola Kubelwagen offerta nel kit. Le coccarde italiane erano state stampate da me per realizzare lo Storch in versione co-belligerante.


Dopo aver staccato le parti principali dalle sprue e attaccato i piani di coda, ho iniziato gli interventi per convertire questo Fi.156B in "D". Quindi ho iniziato togliendo dalle semi-fusoliere la paratia dietro all'abitacolo e ad aprire i due finestrini triangolari aggiuntivi, non senza difficoltà, date le dimensioni di pochi millimetri.


La foto storica sotto a sinistra chiarisce inquivocabilmente che il colore degli interni fosse l'RLM 66 dei primi lotti costruttivi del Fi.156. Quindi sono andato di grigio scuro seguito da dry brush e ho riprodotto alla buona le cinture del pilota (con stagnola e filo metallico), che in teoria si dovrebbero notare dalle ampie vetrate. Sono particolarmente soddisfatto del pannello anteriore, che, nonotante sia largo meno di 1 cm, rende l'idea, grazie anche alle gocce di future sui singoli strumenti.


La versione "D" del Fi.156 presentava dei finestrini aggiuntivi triangolari in entrambi i lati della fusoliera, come si vede nella foto storica pubblicata sopra. Quindi ho recuperato una vecchia sprue di trasparenti avanzati e li ho sagomati per riempire i fori triangolari che avevo già fatto nella fusoliera. Nella foto sotto a sinistra si vede il triangolino trasparente appoggiato sulle istruzioni. Dopo un noioso lavoro di limatura e verifica, sono arrivato a un inserimento passabile nei fori, come si vede nella foto sotto a destra.



Il passaggio successivo è stata la mascheratura dei vetri triangolari laterali e la chiusura delle semifusoliere. Prima di passare all'assemblaggio delle vetrate, ho pensato di dipingere i frame all'interno, nel dubbio che poi si possano vedere a modello finito. 
Avevo messo in preventivo delle prove accurate di assemblaggio delle vetrate a secco, perché far combaciare i 6 elementi trasparenti non è proprio scontato. Però tra il dire e il fare c'è di mezzo ... la complessità della scomposizione e il fatto che è difficile tenere i diversi pezzi in posizione. Quindi mi sono preso il rischio e ho iniziato incollando la vetrata di sinistra (un pezzo unico), che si è adattata bene allo spazio. Un altro problema è che ho scelto di non utilizzare la colla vinilica, che solitamente uso con i trasparenti, perché quello superiore funge anche da attacco delle ali e quindi voglio essere sicuro della solidità del montaggio. Alla fine sembra che Academy abbia fatto un ottimo lavoro e con piccolossime limature tutto si assembla egregiamente.


L'assemblaggio delle ali non è una cosa semplice come avrei immaginato. Per ottenere il giusto allineamento, ho utilizzato i montanti delle ali, ma senza incollarli, per avere un margine di errore. Per fortuna, perché nella foto sotto a sinistra si nota che le ali, se assemblate come da istruzioni, assumerebbero un diedro decisamente positivo. Dato che lo Storch aveva invece un diedro essenzialmente neutro, ho deciso di aiutarmi nell'allineamento girando i montanti (foto sotto a destra), che non ho incollato, perché poi li dovrò ridimensionare prima di incollarli.


Il carrello è composto da 3 elementi per parte, come si vede dalle istruzioni su cui è appoggiato nella foto. L'assemblaggio non presenta particolari problemi, confermando la buona qualità del kit, ma bisogna avere l'accortezza di controllare che i perni per le ruote siano ben allineati.

Se gli elementi già montati sono accettabili per dimensioni, non posso dire lo stesso per i rinforzi dei montanti (i pezzi appoggiati davanti alle ali), che hanno una sezione almeno tripla rispetto alla scala. Quindi ho evitato di utilizzarli e li riprodurrò con del filo di metallo.

È arrivato il momento di dare una passata di primer alla Cicogna, sia per offrire un aggrappaggio migliore al colore bianco, sia per coprire le magagne dell'assemblaggio. In realtà non ho riscontrato particolari difetti, ma ne ho creati di nuovi e inaspettati, perché la bomboletta era quasi completamente esaurita e questo ha fatto sì che la finitura del primer sia risultata estremamente ruvida e grossolana. Quindi mi tocca ripassare tutte le superfici con la tela da 3800 bagnata.


La stesura del colore bianco della livrea non mi ha creato alcun problema, anche perché in questo caso ho deciso di non applicare nemmeno il preshading. Purtroppo nelle foto il bianco viene sempre molto scuro, ma dal vivo è effettivamente bianco.


Nelle foto delle superfici inferiori si vede che nel frattempo ho riprodotto i rinforzi dei montanti con filo metallico più adatto alla scala.


Al momento di iniziare a pensare alle decal, mi sono reso conto che sulla deriva mancava all'appello la banda rossa, su cui campeggiava il disco bianco con la svastica. Questa era l'insegna ufficiale sui velivoli tedeschi dal 1933 al 1938, quando venne eliminata per ragioni di mimetismo. Non ho nozioni sulla Luftwaffe, ma, visto che le foto del velivolo che rappresento risultano scattate nel 1941, ritengo che sui vlivoli di soccorso non si fosse ritenuto necessario apportare modifiche alla vistosa insegna.
Per quanto riguarda il modello, certamente sarebbe stato meglio attendere questo dettaglio prima di incollare i montanti delle superfici orizzontali, perché la delicata mascheratura sarebbe stata più agevole. Comunque è andato tutto bene e sono anche riuscito a limitare al massimo le imperfezioni da correggere.


Ho disegnato tutte le decal in autonomia, con diverse prove di stampa su carta per trovare il corretto dimensionamento in base alle due fotografie.
Come sempre, ho ritagliato la grafica delle decal a filo, in modo che non si vedano bordi. In questo caso ho deciso di ritagliare ogni singolo elemento per evitare il più possibile problemi di silvering.
Devo fare i complimenti a Inkam per la qualità della stampa e del supporto, che è finissimo quanto resistente. Una delle lettere D si è attorcigliata su sé stessa 5 o 6 volte, e ogni volta l'ho dovuta reimmergere nell'acqua e ridistendere con due pinzette. Ciò nonostante, alla fine la lettera non si è spezzata e si è posizionata ottimamente.
La livrea bianca mi ha consentito di creare la grafica delle decal senza il layer bianco e questo ha fatto sì che le decal fossero così fini da seguire perfettamente ogni dettaglio, perfino prima dell'ammorbidente.
La fase di applicazione delle decal è stata un po' lunga e complicata dal numero di elementi, che dovevano avere il corretto allineamento. Tutto sommato, trovo che il risultato sia più che soddisfacente.




Come da (mia) prassi, il passaggio successivo è il lavaggio a olio per rendere merito all'ottimo lavoro di dettaglio fatto da Academy per questo kit, ma anche per rendere un po' più realistico il soggetto. Ho deciso per un lavaggio misto tra selettivo e totale, a seconda delle zone e dei materiali. Vedremo cosa ne tirerò fuori al momento della pulizia.




Finita la pulizia dell'olio in eccesso, aggiunti alcuni accessori che erano "in attesa di tempi migliori" e stesa una mano di trasparente opaco, penso di poter considerare conclusa la Cicogna sanitaria. Tra i misteri della fotografia resta il fatto che il cavo dell'antenna mi risulta sovradimensionato, mentre dal vivo sembra ottimale.



Ora si tratta di pensare a una degna ambientazione, magari con l'affiancamento di un semplice "compagno d'avventura". 
A questo proposito, l'amico Kicco64 qualche tempo fa mi ha gentilmente ceduto il kit ESCI/ERTL "OPEL Ambulance", proprio per consentirmi la creazione di un dioramino dei due veioli di soccorso. Il kit consente di riprodurre il notissimo OPEL Blitz Sd.Kfz.305 in versione ambulanza (Sanitätskraftwagen) con le relative decal.


Data la mia quasi totale ignoranza sui mezzi della Wehrmacht mi servirà il supporto dagli amici più esperti. Una cosa che ho scoperto è che i veicoli che circolavano in Italia nel 1941 potevano essere solo in grigio scuro (Dunkelgrau) RAL 7021, perché fino alla primavera di quell'anno uscivano di fabbrica in quella colorazione standard. Ho invece un grosso dubbio su quali decal utilizzare, visto che il kit sembra proporre 2 versioni, ma le istruzioni non chiariscono quali utilizzare. Parto con la ricerca di foto d'epoca.









© Michele Raus | Club Modellismo Più Trentino