Me.109 tratto da Guerra d'Eroi n.550


 Dati Kit
ModelloBf109
Produttore, scala
  
Airfix, scala 1/72
  
 Cenni storici
SoggettoMesserschmitt Me 109 come rappresentato nel fumetto edito in Italia nel 1976
Forza, livreaLuftwaffe seconda guerra mondiale
Luogo e periodoEuropa WWII
Cenni storici
Il Messerschmitt Bf 109 fu un aereo da caccia monomotore, monoplano ad ala bassa progettato negli anni trenta dall'ing. Willy Messerschmitt, per conto dell'azienda aeronautica tedesca Bayerische Flugzeugwerke AG e prodotto, oltre che dalla stessa, anche dalla Messerschmitt AG che gli successe. È forse il più noto caccia tedesco della seconda guerra mondiale e uno degli aerei da combattimento più costruiti nella storia, con oltre 33.000 esemplari dal 1936 al 1945. Originariamente concepito come intercettore, si rivelò adattabile e versatile tanto da essere impiegato come cacciabombardiere, caccia notturno, ricognitore, aereo cacciacarri, ecc. 
La sigla Me109 utilizzata nel fumetto oggetto di questo WIP era stato assegnato dal Ministero dell'Aeronautia in ragione del fatto che dal luglio 1938 la Bayerische Flugzeugwerke (Bf) venne rinominata Messerschmitt AG (Me). Nella realtà, tutti i velivoli progettati prima del 1938 erano denominati ufficialmente "Bf".
Con questo progetto vorrei provare a riprodurre in 3D un disegno tratto da un episodio della collana "Guerra d'Eroi", edita in italiano negli anni '70 dall'Editoriale Corno.

 Realizzazione
ProduzioneRealizzato da scatola
ColorazioneBase sepia ad aerografo e nero a pennarello
TempisticheDicembre 2025 - 
Ambientazione
  
  
 Note
Il modello partecipa alla Campagna "Airfix" 2026 di Modellismo Più.
  
 Foto del soggetto originale




 W.I.P. - La costruzione del modello

Il kit che utilizzerò per realizzare questa "impresa" è lo storico Airfix 01072, il cui stampo risale addirittura al 1956. Per questo motivo, la qualità non sarà eccelsa, ma mi sembra ideale per il tipo di interpretazione che intendo dargli.


Innanzitutto, consiglio gli amici "contarivetten" di ignorare questo WIP, perché quello che mi accingo a riprodurre non sarà ovviamente un soggetto storicamente ineccepibile. Questo semplicemente perché nemmeno i disegni e le denominazioni nel fumetto lo erano. Basti citare che in un altro episodio sono citati i "nuovissimi  Messerschmitts 190, più veloci degli stessi Focke-Wulfs".
L'esemplare raffigurato nel fumetto non è certamente un G come quello del mio kit. La coda sembra effettivamente quella di un G, ma i piani orizzontali mostrano un travetto di rinforzo che era già stato eliminato dopo la versione E. Anche la forma del muso assomiglia a un G6, ma mancano le tipiche bugne. Quindi, tutto sommato mi sembra opportuno partire con questo G, eliminando le bugne laterali e aggiungendo i travetti dei piani orizzontali.
Nel momento di mettere mano alla plastica, ho scoperto che non il tempo è diventata particolarmente vetrosa. Per intenderci, sembra quasi di lavorare con la resina. Comunque la prima operazione dopo aver staccato i pochi pezzi dalle stampate è stata l'eliminazione delle grosse bugne sul cofano. Se con la semi-fusoliera destra non ho avuto problemi e sono arrivato al limite dello spessore, non è andata altrettanto bene con il lato sinistro, dove un ritiro della plastica all'interno della bugna ha fatto sì che arrivassi a forare la fusoliera. Quindi non mi resta che iniziare subito con lo stucco.


Il figurino offerto dal kit è decisamente sottodimensionato (il primo a sinistra), considerando che le dimensioni dell'abitacolo del Bf.109 erano veramente contenute. Posizionandolo sul sedile la testa si vede sbucare a stento. Tra quelli disponibili nella banca dei pezzi ho scelto il secondo da sinistra, che è più alto ma non troppo largo.


Dalla foto del modello con le ali incollate, che avevo fatto per vedere se il figurino del pilota ha una proporzione corretta nell'abitacolo, mi sono saltate all'occhio due bugne sule ali che nella versione fantasiosa del fumetto non ci sono.
Quindi le ho eliminate (foto di sinistra). 
Il passaggio successivo è stato la stuccatura di alcune giunzioni che non mi convincevano e l'aggiunta della presa d'aria sulla sinistra del motore.


Dopo altre stuccature e l'aggiunta di elica, ogiva e travetti di rinforzo dei piani di coda, ho dato il primer.


Dopo aver sistemato il pilota e mascherato opportunamente il canopy, ho realizzato un miscuglio di color sabbia e grigio per cercare di ottenere il colore "carta ingiallita dal tempo" che mi serve per questo soggetto fumettistico.



Vista la caratteristica "fumettosa" del modello, avevo dapprima pensato di non utilizzare le decal. Tuttavia, guardando bene la stampa, l'insegna della Luftwaffe è stata disegnata in modo preciso e questo mi ha convinto a utilizzare almeno quelle decal ... salvo poi pentirmi!
Sebbene sia abituato a rifilare sempre le decal, in modo che non sia visibile lo scalino di abbondanza del supporto, in questo caso mi sono ritrovato a fare un lavoro delicatissimo, perché le croci dell'insegna hanno una parte bianca che va eliminata e quindi mi sono ritrovato a ritagliare 24 "L" nere dello spessode di un paio di decimi di millimetro (siamo in 1:72).
Quelle che si vedono nella foto, sono quelle che ho chiamato "L", ma con ancora la parte bianca attaccata. Dopo la foto ho rifiiato la parte nera per poi applicare e righine da 0,2mm che immancabilmente si spezzavano in 2 o 3 pezzi.
Dopo una sudata di un paio d'ore, ho ottenuto il minimo del risultato che mi ero prefissato e le croci alari mi serviranno come punti di riferimento per la colorazione del modello.


Come avevo premesso nella presentazione, con questo progetto vorrei provare a riprodurre in 3D un disegno tratto da un episodio della collana "Guerra d'Eroi", edita in italiano negli anni '70 dall'Editoriale Corno. Quindi la livrea di base è un color seppia chiaro che richiami la carta ingiallita dal tempo. Per questo ho scelto un mix i due Vallejo, che poi saranno opacizzati, come lo reano le pagine della pubblicazione. 
Per quanto riguarda l'aspetto grafico del fumetto, ho acquistato a pochi euro all'Action dei pennarelli neri di varie misure. Per chi dovesse cimentarsi in un'impresa simile, è bene sapere che sono indicati come indelebili, ma asciugano dopo diverse ore (forse). 


A causa del comportamento dei pennarelli, la realizzazione della grafica è stata lunga e tempestosa, in quanto ho dovuto procedere per settori, in modo da avere sempre a disposizione una zona asciutta per tenere il modello. Alla fine di ogni settore ho passato il trasparente opaco rigorosamente ad aerografo, altrimenti con il pennello si scioglie tutto il nero. Durante il disegno manuale ho maledetto il fatto che sono tantissimi anni che lavoro nella grafica digitale, il che mi ha fatto perdere la mano che avevo una volta. Il risultato è quello che è, ma dopotutto lo scopo è copiare il disegno del fumetto e quindi me lo faccio andare bene.



Visto che l'obiettivo è rievocare il ricordo delle letture giovanili dei fumetti degli anni '70, la corretta ambientazione del modello è un aspetto fondamentale. Nell'idea che coltivo da anni mi immaginavo il caccia uscire dalla pagina del volumetto, che nelle mie edizioni proponeva diversi racconti di ambiti diversi (terra, mare e cielo).

Sono partito da un pezzo di polistirolo ad alta densità da 3 cm (il materiale che si usa per l'isolamento edilizio) e lo ho ritagliato in modo che si potesse comporre con una base e una superficie verticale. Sulla base ho stampato la copertina del numero 550 di Guerra d'Eroi con la didascalia del modello. Poi ho stampato la vignetta da incollare sulla parete verticale.
All'inizio ho dipinto il grosso bordo di nero, ma i 3 cm erano veramente pesanti e quindi ho pensato di fotografare anche le il bordo del libretto e di attaccare anche quello, per simulare le pagine. Il risultato è questo...

Dato che l'idea iniziale era di far uscire il caccia dalla pagina del volumetto, il modo più appropriato per ottenere il risultato penso sia "incastonare" il modellino nella pagina stessa.
Per l'ambientazione ho scelto il polistirolo ad alta densità per la facilità di dargli la forma desiderata, ma soprattutto per il fatto che è possibile forarlo senza difficoltà. Infatti non ho incontrato alcun problema nel praticare la fessura, tagliando il cartoncino esterno e poi il materiale sottostante.
Trovare la giusta posizione non è stato banale, perché volevo mantenere l'inclinazione del soggetto nel disegno, ma senza nascondere troppo la vignetta o rovinarne la lettura. Grazie all'incisione in corrispondenza del raccordo alare, credo di aver trovato un buon compromesso tra l'assetto del velivolo e la sua ambientazione.
Di seguito alcune viste del dioramino finale.



Alla fine del WIP sono contento di aver ridato vita a un vecchio stampo del '56 e soprattutto di aver rievocato a me e a tanti amici dei ricordi di gioventù.


© Michele Raus | Club Modellismo Più Trentino

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