International Space Station & Space Shuttle




 Dati Kit
ModelloInternational Space Station "ISS"
Produttore, scala
  
Revell, scala 1/144
  
 Cenni storici
SoggettoStazione Spaziale Internazionale
Forza, livreaNASA, RKA, ESA, JAXA, CSA-ASC
Luogo e periodoMissione Atlantis STS-135 - 07/2011
Cenni storici
L'International Space Station (ISS) è una stazione spaziale in orbita terrestre bassa gestita come progetto congiunto da cinque diverse agenzie spaziali: la statunitense NASA, la russa RKA, l'europea ESA, la giapponese JAXA e la canadese CSA-ASC. L'iniziativa rappresenta la più grande collaborazione tecnica internazionale della storia.
L'ISS ha una dimensione di 109x51 metri ed è visibile ad occhio nudo dalla terra. Si mantiene in orbita bassa (tra 370 e 460 km di quota) viaggiando a una velocità media di 27600 km/h, completando 15,5 orbite al giorno.
La complessa genesi della stazione internazionale è l'unione di diversi progetti nazionali autonomi risalenti agli anni '80. La stazione si basa infatti sui progetti Mir-2 (divenuto il primo modulo Zvezda), sul progetto Freedom della NASA, sul laboratorio Columbus dell'ESA e sul laboratorio giapponese KiboL’Italia ha contribuito alla costruzione progettando e realizzando varie parti, come il modulo polifunzionale permanente Leonardo e i nodi Harmony e Tranquillity, oltre alla Cupola, una struttura di osservazione da cui si scattano meravigliose foto.
La costruzione dell'ISS è iniziata nel 1998 e l'ultimo modulo pressurizzato è stato installato nel 2021, dopo 36 missioni di assemblaggio effettuate con Space Shuttle e 6 con Proton e Soyuz (cronostoria completa dell'assemblaggio).
Il primo equipaggio si è insediato il 20 novembre 2000 con la missione Expedition 1 e da allora la stazione è abitata continuativamente da un equipaggio variabile tra i 3 e 13 astronauti. Il termine della operatività è stato fissato per il 2030, e nel 2031 sarà dismessa tramite un rientro controllato nell'atmosfera. L'obiettivo dell'ISS è lo sviluppo e il test di tecnologie per l'esplorazione spaziale e per la vita di un equipaggio in missioni spaziali di lunga durata, nonché servire come un laboratorio di ricerca biologica, chimica, medica, fisiologica e fisica in ambiente di microgravità. Io cercherò di realizzare la stazione come si presentava il 10/07/2011, quando la navetta Atlantis dell'ultima missione dello Space Shuttle STS-135 era attraccata alla stazione.

 Realizzazione
ProduzioneRealizzato da scatola
ColorazioneAerografo 
TempisticheAprile 2026 - 
Ambientazione
  
In orbita
  
 Note
Il modello partecipa Group Build "Spazio: 2026" del Club Modellismo Più Trentino.
  
 Foto del soggetto originale



 W.I.P. - La costruzione del modello

Il kit che utilizzerò per realizzare questa vera e propria impresa e il Revell 04841 proposto dalla casa tedesca per la prima volta nel 2000. Si tratta di uno scatolone immenso per le mie abitudini, con cui farò fatica a prendere confidenza. I pezzi sono quasi 200 suddivisi in 11 grandi stampate, a cui si aggiungono 7 profilati in alluminio a sezione quadra per dare rigidità al montaggio e altri 4 profilati a sezione tonda per il montaggio della stazione su una base in plastica nera.



Questo kit per me rappresenta un affare per due motivi.
Innanzitutto il prezzo di 35€ per un kit che, nei rari negozi in cui si trova, viaggia sopra i 120€. Il modello è chiaramente di seconda mano e la scatola è parecchio vissuta. Il precedente proprietario aveva acquistato anche colori, colla, pennelli, ma, dopo aver iniziato il modello e rosso un pezzo, ha capito che non sarebbe stato alla sua portata e quindi se n'è liberato.
Ma il vero affare sta nel fatto che sia stata mia moglie a trovare e regalarmi il kit e la cosa vale come nulla osta alla costruzione del più grande modello della mia storia, con autorizzazione ad appenderlo al soffitto del corridoio, una volta finito.



Fatta la dovuta presentazione, la prima lunga fase consiste nello studio della stazione e della sua evoluzione negli anni. Si tratta di capire quali moduli abbia riprodotto Revell e quindi in che anno sia possibile realizzarla, considerato che i vari moduli sono stati aggiunti e riposizionati nel corso degli anni. vorrei riprodurre anche uno Space Shuttle attraccato. La mia idea sarebbe riprodurla all'epoca dell'ultima storica missione dello Shuttle (STS-135), con l'Atlantis attraccato nel luglio 2011.









© Michele Raus | Club Modellismo Più Trentino

Ferrari Testarossa Mythos



 Dati Kit
ModelloFerrari Mythos
Produttore, scala
  
Tamiya, scala 1/24
  
 Cenni storici
SoggettoConcept Show Car
Forza, livreaRosso Ferrari
Luogo e periodoEsposizione 1989
Cenni storici
La Ferrari Testarossa Pininfarina Mythos è una show car di tipo "barchetta", costruita dalla Ferrari in collaborazione con la Pininfarina e fu presentata al salone di Tokyo nel 1989. Il progetto ambiva a creare una versione moderna delle Ferrari da competizione realizzate negli anni '60. Lo spirito risultava evidente per l'assenza della copertura e per il minimalismo con cui erano progettati gli interni, caratterizzati dai sedili avvolgenti con cinture di sicurezza a bretella incorporate, da una strumentazione semplificata e dai rivestimenti essenziali.
Trattandosi in pratica di un esercizio di stile di massimo livello, lo considero il soggetto ideale per partecipare alla Campagna di Modellismo Più "Made in Italy", che mira a enfatizzare il marchio italiano riconosciuto a livello globale come sinonimo di qualità, artigianalità, stile ed eleganza.

 Realizzazione
ProduzioneRealizzato da scatola
ColorazioneAerografo e basetta autocostruita
TempisticheDicembre 2025 - 
Ambientazione
  
  
 Note
Il modello partecipa alla Campagna "Made in Italy" 2026 di Modellismo Più.
  
 Foto del soggetto originale




 W.I.P. - La costruzione del modello

Il kit che utilizzerò per realizzare questa vettura è il Tamiya 24104 del 1991.


Queste le buste contenenti le stampate.




La Mythos è basata in gran parte sulla Ferrari Testarossa, da cui adotta il pianale, la meccanica e il propulsore F133 B a 12 cilindri con una cilindrata di 4,9 litri e una potenza massima di 390 CV.
Ho iniziato la lavorazione del modello proprio dal motore, come indicato dalle istruzioni.
I pezzi sono puliti e il montaggio è preciso, come consuetudine del marchio Tamiya. La plastica ha anche la consistenza ottimale, essendo elastica, ma non gommosa e quindi facilmente lavorabile.








© Michele Raus | Club Modellismo Più Trentino