Ford Gran Torino 1974 - Starsky & Hutch



 Dati Kit
ModelloFord Gran Torino dalla serie Starsky & Hutch
Produttore, scala
  
Revell, scala 1/25
  
 Cenni storici
Soggetto"Zebra 3" o "Striped Tomato"
Forza, livreaPolizia di Bay City (Los Angeles) - Auto di David Starsky
Luogo e periodoLos Angeles - 1975
Cenni storici
Penso che tutti gli over "anta" sappiano esattamente che stiamo trattando una serie televisiva prodotta negli Stati Uniti dal 1975 al 1979 e che ha spopolato anche in Italia dal 1979 al 1984, programmata in prima TV su Rai2 il giovedì alle 20:40, ma poi replicata dalle reti private. I protagonisti sono Dave Starsky e Ken Hutchinson, due poliziotti diversi per temperamento e stile di vita, ma molto amici, in servizio a Bay City, fittizia città posta nel Sud della California (Los Angeles). La terza protagonista di tutti gli episodi era la Ford Gran Torino model-year 1974-76 di Starsky, rossa con una striscia bianca che va da un lato all'altro dell'auto passando per il tetto, sulla quale i due agenti prestano servizio con inseguimenti e relative sgommate. L'auto ha caratteristiche da auto media secondo gli standard "USA anni '70" con 5,40m di lunghezza, una cilindrata di 5.700cc, consumo di 18 litri/100Km. Il nome "Torino" deriva dal fatto che in quegli anni di boom economico italiano, dalla sede della FIAT, Lancia e Abarth venivano sfornate auto di successo e gli statunitensi consideravano la città italiana come la Detroit d'Italia.
QUI una raccolta di sequenze con Zebra 3 in azione.
  
 Realizzazione
ProduzioneRealizzato da scatola con autocostruzioni
ColorazioneColori acrilici ad aerografo e pennello
TempisticheMaggio 2020 - 
Ambientazione
  
  

 Foto del soggetto originale


 W.I.P. - La costruzione del modello

Per me la realizzazione di un'auto in scala 1:25 è una prima assoluta. Ho solo 3-4 kit di auto che mi hanno sempre appassionato, oppure protagoniste di film o serie televisive, come nel caso di questa Ford, protagonista della serie che non perdevo ogni giovedì sera quando avevo poco più di 10 anni.
Il kit Revell non è propriamente facile da trovare dalle nostre parti e sono riuscito a trovarlo in un'asta Ebay USA per l'equivalente di 23€. Le plastiche rosse, nere e cromate danno a prima vista l'impressione di un giocattolo da montare e anche le poche realizzazioni che si trovano in rete mostrano risultati poco edificanti. Ma un attento esame rivela anche dei dettagli interessanti e quindi credo che, con qualche accorgimento e un po' di impegno, si possa riuscire a trarne un modello piacevole.




Le istruzioni sembrano ben dettagliate e ho sinceramente apprezzato un'intera pagina dedicata alla nomenclatura tecnica dei 77 componenti dell'auto, OK, sono in inglese, francese e spagnolo, ma comunque è cultura.




Il motore è fornito con parecchi pezzi e supera di gran lunga le mie aspettative. Ho cercato di basarmi su foto reali per la colorazione e per un minimo di dettaglio aggiuntivo. La versione del motore rappresenta l'elaborazione Cobra, la più potente installata su questo tipo di vettura. Visto che l'auto resterà a cofano chiuso, mi sono limitato a riprodurre i cavi delle candele, che sono la parte più evidente in vista. Le parti sono state tutte ridipinte, perché quelle cromate erano decisamente troppo a specchio e il resto era nero. Per riprodurre il colore metallico tendente al dorato del corpo principale ho utilizzato del colore metallo con l'aggiunta di oro (ma una volta montato non si vede nulla). Per il resto è tutto da scatola e sono ottime anche le decal.





Per la parte inferiore ho avuto la fortuna di trovare un sito dove viene venduta una di queste auto, con diverse foto ben illuminate anche della parte sottoscocca. Ho cercato di riprodurre i colori reali dell'auto vissuta, aiutandomi con dei lavaggi a olio sia scuro che chiaro.




Passando agli interni, questi sono offerti in colore rosso e ho trovato particolarmente strana la cosa, visto che nel kit alcune stampate sono in nero. Comunque sarebbero stati da ridipingere ugualmente. Qui di seguito i componenti prima del trattamento e dopo aver ricevuto la colorazione e il lavaggio a olio chiaro per distinguerne meglio i buoni dettagli.





Anche il cruscotto è di buona qualità e consente una riproduzione fedele della vettura, stando a ciò che posso verificare dalle foto trovate in rete. I tachigrafi hanno la strumentazione in forma di decal (leggermente sovradimensionate) così come le razze del volante e il cassetto portaoggetti. Il filo attorcigliato che si vede nelle foto è quello che diventerà il cavo del lampeggiante magnetico che metterò "a riposo" sul cruscotto.






Il lampeggiante è fornito in plastica rossa trasparente ed ha la forma corretta. Oltre al lungo cavo di collegamento all'impianto elettrico, che consente di posizionare il lampeggiante sul tetto dell'auto, ho deciso di aggiungere la lampadina interna e la base magnetica, visto che il tutto sarà ben visibile sotto all'ampio parabrezza.






Probabilmente questo dettaglio non sarà visibile all'interno della vettura, ma il cavo del microfono della radio di servizio era decisamente inguardabile e quindi lo ho sostituito con un cavo di rame.




Ecco come si presentano gli interni praticamente finiti.





Il passo successivo è quello più importante relativo alla verniciatura della carrozzeria. Passaggio molto delicato da cui dipenderà la qualità del kit, dato che un'auto lucida è abbastanza difficile da riprodurre in scala (almeno per me).

Innanzitutto il passaggio con il primer (Tamiya in bomboletta), che aiuta l'aggrappaggio dei colori successivi ed evidenzia i difetti. 24 ore dopo la stesura ho lucidato il tutto con carta 6000 e 8000.




Il colore successivo è il bianco, perché il rosso finale ha bisogno di una base chiara per avere la brillantezza necessaria. Ho scelto il bianco in quanto la tonalità del rosso Ford non ha dominanti particolarmente calde. Anche il bianco è stato lucidato con carta abrasiva (sempre bagnata), ma in questo caso 8000 e 12000.




Successivamente la prima mano di rosso Tamiya X-7, poi lucidato con la carta abrasiva per testarne la tenuta e la qualità.





E la seconda mano di rosso, reso lucido dall'aggiunta di Future. Nelle foto seguenti la situazione prima ancora della lucidatura con carta 12000.




Tra una verniciatura e l'altra, si procede con i dettagli, che considero molto importanti per dare un realismo un po' più elevato al modello finito. In questo caso un piccolo esempio che può passare inosservato, ma che fa la differenza. Confrontando il kit con la fanaleria originale, ho notato che i proiettori circolari hanno una guarnizione nera e nella foto penso sia abbastanza evidente la differenza tra il fanale senza e con la guarnizione.





Ancora più evidente la presenza sui paraurti cromati delle gomme protettive, mentre sono un po' meno evidenti le modanature nere che circondano i fanali e la fascia rossa con il logo Gran Torino. Qui di seguito la foto originale e le parti cromate anteriore e posteriori prima e dopo l'applicazione di striscioline nere di decal autoprodotte.




La fase di applicazione delle decal non è stata una passeggiata, perché la grande striscia bianca fa molta fatica ad adattarsi alla forma dell'auto, soprattutto nella zona dove il tetto si raccorda con le fiancate. Questo nonostante abbia deciso di tagliare la decal suddividendola in parti più piccole e gestibili. Inoltre, il bianco della decal non è sufficientemente coprente per consentire ritocchi a posteriori. Quindi a modello finito i difetti ci sono, ma dovrò conviverci, a meno di non decidere di sovraverniciare il bianco, ma salvando il filetto nero.

La fase di assemblaggio della carrozzeria con gli interni e la scocca è andata senza particolari intoppi.
Il sistema che prevede il montaggio delle ruote su perni in metallo, in modo da salvaguardarne la rotazione, fa sì che le ruote abbiano un gioco che le rende poco naturali. Quindi ho deciso di incollarle sui piantoni, in modo anche da ottenere che tutte e 4 appoggino correttamente.

L'auto ha poi ricevuto un lavaggio a olio per evidenziare i recessi e togliere ancora una volta l'effetto "giocattolo". Ho aggiunto le cinture di sicurezza come appaiono in tutte le foto di quest'auto e sul cruscotto ho messo una stampa dei "Most Wanted" del momento a Bay City (alla faccia della privacy). Solo ora che ho fatto le foto, mi accorgo che ho dimenticato la tipica antenna elettrica di quegli anni, che riprodurrò estratta, immaginando che ci sia la chiave nel cruscotto..






Arrivato quasi alla fine del modello, ho deciso di dargi una ambientazione che lo contestualizzi e per questo mi sono basato su un fotogramma di una delle tante puntate della serie. Cercherò quindi di riprodurre il marciapiede, gettando magari a terra dei "rifiuti dell'epoca".






La base sarà una targa di alluminio con le dimensioni adatte a contenere l'auto e un minimo di spazio per il diorama. Per riprodurre il marciapiede ho deciso di utilizzare una lastra di polistirene estruso ad alta densità. Lo spessore di 3 cm mi sembra ottimale per la parte di marciapiede che mi serve.

Si tratta di un materiale ottimo per questo scopo, perché è possibile inciderlo con qualsiasi tipo di punta (anche una penna a sfera) e ottenere quindi i disegni più disparati. In questo caso ho riprodotto la pavimentazione in cemento e i cordoli, con l'aggiunta di un paio di pozzetti di scarico.




Ho fissato il tutto con colla vinilica alla base di alluminio, iniziando così a dare forma alla basetta.




Un paio di dettagli dei pozzetti.




Poi inizia la fase di colorazione con acrilici a pennello, per praticità e velocità.





Poi ho applicato il consueto lavaggio con colori a olio e questo ha decisamente aumentato il grado di realismo del marciapiede.





Conclusa la basetta con la particolare segnaletica orizzontale a croci
 e un po' di cartacce prese direttamente dagli anni '70, ho aggiunto l'antenna e sistemato la grossa Ford al suo posto per le foto finali.










Si trattava della mia prima esperienza in questa scala e devo dire che mi sono divertito sia nella realizzazione del modello, sia nella preparazione diorama, che pur nella sua semplicità penso renda più piacevole il tutto.

© Michele Raus | Club Modellismo Più Trentino

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